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VITTIME A CONFRONTO: IL DOLORE ALLO SPECCHIO

Durante la fase della svalutazione, cui seguirà poi l’abbandono, la vittima che un tempo è stata adorata, idealizzata, venerata, si troverà sistematicamente spogliata della propria autostima, della fiducia e del proprio equilibrio psico-emotivo.

Si troverà a vivere aggrappata alla disperata illusione di veder tornare il narcisista, trasformandosi lei stessa in una sorta di stalker.
Drammaticamente, spesso la vittima mostra infatti un’estrema determinazione nel voler mantenere il narcisista all’interno del proprio mondo: telefonate, messaggi, cyber-stalking sui social, visite improvvise e senza invito.
Agli occhi della nuova vittima, verrà descritta dal narcisista come una povera donna ossessionata dalla fine della relazione o come una ex crudele, che lo ha fatto profondamente soffrire.
Tutto questo, ovviamente, senza mai menzionare tutti i piccoli e costanti movimenti di riaggancio messi in atto dal narcisista stesso per continuare a mantenere alto il livello di rifornimento narcisistico.
Il vantaggio per il narcisista è dato dal fatto di aver creato, attraverso questa triangolazione, uno stato di intensa gelosia tra vittima attuale ed ex-vittima, beneficiando così di una disputa nella quale egli si pone come trofeo: bramato, conteso, irraggiungibile.
Qualsiasi richiesta di chiarimento, qualsiasi accusa messa in atto dalla vittima uscente, non andrà a far altro che confermare la versione che il narcisista ha già dato di lei alla nuova vittima così come a tutto il suo entourage: una pazza, ossessiva ed instabile.

Contemporaneamente, il narcisista si dipingerà come la vittima effettiva: un uomo che ha dato tutto, ma che per qualche motivo non era sufficiente, qualcuno che ha fatto cose meravigliose ed è stato trattato con sufficienza.
Tutto questo, sommato al comportamento apparentemente insensato della ex-vittima, convincerà la nuova vittima della veridicità dei racconti del narcisista, determinando un’impennata nel livello di empatia nei suoi confronti.
“Mi ha profondamente ferito ed è per questo che ho bisogno di te. Per tornare a credere nell’amore ed in me stesso. E’ la verità. Te lo giuro.”
La nuova vittima, gratificata da questo ruolo salvifico e dal love-bombing tipico della fase iniziale, non farà altro che immergersi sempre più a fondo nella relazione narcisistica, nella quale la seduzione manipolatoria coprirà i campanelli d’allarme: segnali di un pavimento scricchiolante in una bellissima dimora di cartapesta.

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