IL NARCISISTA E LA PSICOTERAPIA

 

Un narcisista non entra mai in psicoterapia, semplicemente perché non ritiene che ci sia qualcosa di disfunzionale nel proprio modo di essere.
Sicuramente riconosce l’effetto nocivo che il proprio comportamento ha sull’altro, tuttavia questo non rappresenta mai una motivazione sufficientemente valida per intraprendere un percorso psicoterapeutico.

Un narcisista è esattamente ciò che è: assolutamente privo di empatia, necessita costantemente di rifornimento narcisistico ed in nome di questo usa, abusa e manipola l’altro.
Questo è il prezzo da pagare, e lo paga la vittima.

Inoltre, l’assoluta mancanza di empatia fa sì che, pur riconoscendo gli effetti devastanti che il proprio comportamento ha sugli altri, egli continui tuttavia a non provare assolutamente nulla dentro di sé.
Nessun rimorso, nessun senso di colpa, nessuna necessità di cambiamento o di cura.

Sicuramente ci sono fasi durante le quali il narcisista prospetta la possibilità di intraprendere un perso terapeutico.
“Ho bisogno di aiuto, resta con me, solo tu puoi salvarmi. Se vado in terapia, tornerai con me? Non so perché mi comporto così… aiutami”
Nel caso di un narcisista patologico, queste sono tutte promesse vane.
Una volta che avrà riconquistato la fiducia e la compassione della vittima, il narcisista riprenderà il proprio comportamento abusante nello stesso identico modo di sempre.

Nella percezione di un narcisista, la psicoterapia è qualcosa che attiene ai deboli ed ai malati, è un’ammissione di fragilità e di sottomissione.
Unica eccezione: il caso in cui la psicoterapia serva a prevenire un danno più grave.
Ad ogni modo, un percorso psicoterapeutico con un narcisista non funziona per diverse ragioni:
– egli userà le proprie capacità manipolatorie al fine di convincere il terapeuta che non c’è nulla di sbagliato in lui;
– considererà l’intervento del terapeuta come una sfida al cambiamento, ed un narcisista non ha nessuna intenzione di cambiare;
– orienterà le proprie energie verso il boicottaggio della terapia, frustrando e demolendo lo spazio terapeutico;
– considererà la terapia stessa come una valida esperienza di rifornimento narcisistico.

La drammatica realtà è data dal fatto che, alla fine, sono le vittime e non i narcisisti a rivolgersi ad un terapeuta.
Ed è spesso solo in terapia che una vittima comprende davvero con chi ha avuto a che fare e quanto grave e profondo sia l’abuso al quale è stata sottoposta.

 

 

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