ALI DI CERA IL VOLO DELLA VITTIMA

ALI DI CERA – IL VOLO DELLA VITTIMA

Una delle principali forme di piacere del narcisista è data dal vedere che, nella fase dell’idealizzazione, una vittima è completamente in balia delle intense emozioni che il narcisista stesso determina.
In una sorta di ubriacatura dei sensi e dell’intelletto, la vittima entra in uno stato di euforica esaltazione sotto gli occhi gratificati del narcisista.
La sensazione che deriva al narcisista è il sapere di essere artefice di quella ascesa e che, gradatamente, non sarà più necessario alcuno sforzo per determinarla.
La vittima si inebrierà della sensazione di essere amata, desiderata, adorata e vivrà nella convinzione che è il narcisista, solo e soltanto lui, a saperle donare quella sensazione.

Ogni parola, ogni singolo gesto, ogni messaggio, ogni post, contribuirà a nutrire quel movimento verso l’alto, nel drammatico scollamento dalla realtà e dalla propria capacità di giudizio.
Nulla può fermare le ali che hanno spiccato quel delirante volo; ali che, tuttavia, sono destinate ben presto a sciogliersi, così come le ali di Icaro, e a piombare la vittima in uno stato di devastazione psico-affettiva.
L’amore perfetto e completo, totalizzante, inebriante, di cui è capace il narcisista fa sì che il mondo della vittima diventi sempre più distante, rarefatto, e con esso le preoccupazioni, le responsabilità, i legami più importanti.
Una vittima, riflessa nello sguardo del narcisista, diventa una dea: meravigliosa, splendente, unica.
Non interromperà quell’ascesa, non lascerà che i campanelli d’allarme ostacolino quel volo, ignorerà la fragilità delle ali di cera, negherà l’evidenza e continuerà a salire.
Fin quando, ormai troppo in alto per accettare di poter riscendere, si troverà di fronte all’inconsistenza di tutto ciò che ha vissuto sino a quel momento.

L’errore più grande, dopo questo tipo di esperienza, è credere che quel tipo di felicità non possa mai più realizzarsi.
La verità è un’altra: la felicità autentica ha basi solide, si costruisce nella gradualità e nell’impegno reciproco, contempla la passione come momento e l’amore come costante, si nutre del confronto e della quotidianità.
Il resto non è altro che una frase in un cioccolatino.

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